Per fare il pallet ci vuole il legno: Palm

Oggi volevo segnalarvi un’azienda molto importante, magari non famosa, magari che non tratta prodotti all’ultima moda, ma che per lungimiranza io trovo straordinaria. Mi è capitato di lavorare con loro diverse volte e non posso esimermi dal diffondere ulteriormente questa esperienza positiva di impresa che si inserisce nel territorio senza derubarlo, anzi valorizzandolo.
Si tratta di Palm, una potenza produttrice di “pallet”, ovvero quei supporti in legno che vengono utilizzati per…”trasportare cose”, noti come “bancali”. Avete idea di quanto legno ogni anno serva per rifornire tutte le imprese italiane?
Solitamente questo legno è preso dall’Europa dell’Est, perché costa di meno, perché si può inquinare di più e per tanti altri motivi.

Palm da anni invece si è impegnata nella certificazione FSC, che abbiamo visto qualche post fa, per prendere legno solo da foreste rigenerate continuamente perché gestite in modo sostenibile. Ma non solo, per farlo ha deciso di non andare a prendere il legno da lontano, ma di utilizzare in modo oculato quello prodotto entro il raggio di 50 km, togliendo l’inquinamento da trasporto. E favorendo l’occupazione degli abitanti del territorio locale e con positivi impatti ambientali, economici e sociali sulla popolazione.
Vi sembra una cosa di poco conto? Immaginate quanti bancali può fare un’azienda fra le prime per volumi in Italia e quanti alberi possono servire.
Uno studio LCA dimostra che il pannello ecologico, fatto coi pioppi mantovani, rispetto a quello tradizionale dimezza le emissioni di anidride carbonica in atmosfera e gli impatti sulla salute umana.

Fra le altre cose Palm ha avuto anche la grande idea di creare Palm Work & Project, una cooperativa gestita da personale disabile e svantaggiato, che fra le altre cose ora commercializza una serie di prodotti divertenti fatti recuperando i bancali: vasi, divani, cassettiere, mobilio e così via.
Ben venga fare pubblicità su questo blog a qualcuno di così tanto avanti, che tutti prendano il buon esempio. Sono queste le vere “persone del fare”!
Il sito di palm è www.greenpallet.it

Ridai la forma giusta al mondo: FSC

credits: worldmapper.org

La carta qui sopra ci fa vedere come viene modificata e storpiata la grandezza dei paesi del mondo su un planisfero, se la loro grandezza anziché essere considerata in km2 è rivista in base alla quantità di deforestazione che questi Stati devono fronteggiare. Come vediamo i paesi occidentali sono bravissimi a gestire le proprie risorse forestali e quasi scompaiono dalla carta (l’Italia è un irriconoscibile scarabocchio) mentre le multinazionali vanno nei paesi più poveri a sfruttare l’ambiente e a distruggere il patrimonio ambientale locale e mondiale.
Esiste però anche un altro modo di trattare le risorse forestali, anche tutelando le popolazioni che le posseggono. E grazie al Forest Stewardship Council ora questo modo di fare è una realtà ben diffusa. FSC si basa su 10 principi di gestione forestale basati sul principio di rigenerazione delle foreste (ovvero, per ogni albero tagliato dovrò assicurare la sua sostituzione nel tempo), e rilascia una certificazione ai produttori di legno, mobili e prodotti in carta sulla provenienza della materia prima.
Il suo successo, al di là della conoscenza fra i consumatori sempre più crescente, è dovuto al fatto che gli stessi produttori hanno compreso come operare alla difesa delle foreste non è solo di interesse collettivo, ma anche di interesse economico personale: le stesse materie prime su cui loro guadagnano hanno bisogno di essere tutelate nel tempo, un tempo di guadagno sempre più ristretto all’aumentare dell’incuria ambientale.
Fra i vari compiti di FSC c’è anche quello di assicurare il rispetto delle popolazioni locali e delle proprietà forestali, nell’interesse di tutti, così da garantire anche la giustizia sociale oltre che quella ambientale.
Qui sotto il marchio FSC che possiamo trovare praticamente a pari prezzo su prodotti in carta di vario tipo (dai quaderni ai tovaglioli e così via) e su ogni prodotto in legno (dalle assi ai mobili). FSC è un’organizzazione no profit che ha fatto della trasparenza il proprio valore aggiunto: rilascia il certificato solo dopo attenti controlli che riguardano tutta la catena di custodia del prodotto in legno.